L’attività del revisore legale dopo il rilascio della relazione di revisione

Pubblicato il: 09/06/2026 – 8:00

A cura di: Revilaw e Redazione Fiscalrevisione

L’approvazione del bilancio d’esercizio e il rilascio della relazione di revisione rappresentano un momento fondamentale dell’attività del revisore legale, ma non coincidono con la conclusione definitiva dei suoi obblighi professionali. Anche successivamente all’emissione della relazione, infatti, il revisore è chiamato a svolgere una serie di attività finalizzate a garantire la corretta archiviazione della documentazione, la gestione degli eventi successivi eventualmente emersi e il rispetto degli obblighi normativi e deontologici previsti dalla disciplina della revisione legale.

Le attività post-emissione assumono particolare rilevanza in quanto consentono di completare il processo di revisione e di tutelare il revisore sotto il profilo professionale e della responsabilità civile.

La chiusura amministrativa dell’incarico

Una volta emessa la relazione sul bilancio e approvato il bilancio da parte dell’assemblea dei soci, il revisore procede alla formalizzazione della conclusione dell’incarico relativo all’esercizio esaminato.

In questa fase occorre:

  • verificare che tutte le procedure pianificate siano state completate;
  • controllare la presenza di tutte le carte di lavoro;
  • accertare che le conclusioni raggiunte siano coerenti con il giudizio espresso;
  • verificare la corretta archiviazione della documentazione acquisita.

L’obiettivo è assicurare che il fascicolo di revisione rappresenti in modo completo e documentato l’attività svolta.

L’assemblaggio definitivo del fascicolo di revisione

Il principio ISA Italia 230 disciplina la documentazione della revisione e richiede che il revisore completi l’assemblaggio definitivo del fascicolo entro un termine ragionevole successivo alla data della relazione di revisione.

In questa fase il revisore:

  • organizza definitivamente le carte di lavoro;
  • elimina eventuali duplicati;
  • completa riferimenti incrociati e indici;
  • archivia la documentazione in formato cartaceo o elettronico.

Dopo la chiusura del fascicolo non possono essere eliminate o modificate informazioni già presenti, salvo specifica documentazione delle motivazioni che hanno reso necessaria l’integrazione.

La conservazione delle carte di lavoro

Le carte di lavoro costituiscono la principale prova dell’attività svolta dal revisore e rappresentano il primo elemento di difesa in caso di contestazioni o procedimenti disciplinari.

La normativa vigente prevede la conservazione della documentazione di revisione per almeno dieci anni dalla data della relazione.

Tra i documenti da conservare rientrano:

  • strategia generale di revisione;
  • piano di revisione;
  • analisi dei rischi;
  • campionamenti effettuati;
  • circolarizzazioni;
  • conferme esterne;
  • verbali e corrispondenza con la governance;
  • memorandum conclusivi;
  • relazione di revisione.

Una conservazione ordinata e sicura rappresenta un presidio essenziale di qualità professionale.

Gli eventi successivi alla data della relazione

Una delle attività più delicate riguarda la gestione degli eventi successivi che dovessero emergere dopo il rilascio della relazione di revisione.

Il principio ISA Italia 560 distingue due situazioni:

Eventi scoperti prima dell’approvazione del bilancio

Se il revisore viene a conoscenza di fatti rilevanti prima dell’approvazione del bilancio, deve valutare se tali eventi richiedano modifiche al bilancio stesso o informazioni integrative nella nota integrativa.

In presenza di correzioni significative il revisore dovrà riesaminare la documentazione aggiornata ed eventualmente emettere una nuova relazione.

Eventi scoperti dopo l’approvazione del bilancio

Qualora emergano fatti che, se conosciuti in precedenza, avrebbero potuto modificare il giudizio espresso, il revisore deve:

  • discutere la questione con gli amministratori;
  • valutare la necessità di modificare il bilancio;
  • verificare le azioni che la società intende intraprendere per informare i destinatari del bilancio.

In casi particolarmente gravi il revisore può essere chiamato ad adottare iniziative volte a evitare che gli utilizzatori continuino a fare affidamento su un bilancio non corretto.

Monitoraggio della continuità aziendale

Anche dopo il rilascio della relazione il revisore mantiene un interesse professionale verso gli eventi che potrebbero compromettere la continuità aziendale.

Situazioni quali:

  • crisi di liquidità;
  • revoca degli affidamenti bancari;
  • procedure esecutive;
  • perdita di clienti strategici;
  • procedure concorsuali;

potrebbero infatti evidenziare problematiche che meritano attenzione in vista della revisione dell’esercizio successivo.

Queste informazioni costituiranno una base importante per la pianificazione delle future attività di revisione.

Comunicazioni con gli organi societari

  • Terminata la revisione, il revisore può essere chiamato a interagire con:
  • assemblea dei soci;
  • amministratore unico;
  • consiglio di amministrazione;
  • collegio sindacale.

Tali comunicazioni possono riguardare:

  • carenze del sistema di controllo interno;
  • raccomandazioni organizzative;
  • criticità emerse durante la revisione;
  • suggerimenti per il miglioramento dei processi amministrativi.

L’obiettivo è favorire un percorso di miglioramento continuo dell’assetto amministrativo e contabile della società.

Valutazione dell’indipendenza per l’esercizio successivo

La conclusione di una revisione rappresenta anche il momento in cui il professionista deve verificare il permanere dei requisiti di indipendenza previsti dal D.Lgs. 39/2010.

Occorre valutare:

  • eventuali nuovi incarichi professionali ricevuti;
  • rapporti economici con la società;
  • relazioni familiari o personali rilevanti;
  • situazioni che possano generare minacce all’indipendenza.

L’esito di tali verifiche sarà documentato nel fascicolo permanente e considerato nella fase di accettazione o continuazione dell’incarico per l’esercizio successivo.

Pianificazione della revisione futura

L’attività post-bilancio rappresenta inoltre una preziosa occasione per effettuare una valutazione critica dell’incarico appena concluso.

Il revisore può analizzare:

  • criticità incontrate;
  • efficacia delle procedure utilizzate;
  • adeguatezza dei campionamenti;
  • aree a maggior rischio;
  • eventuali errori riscontrati.

Queste informazioni consentono di migliorare l’efficienza e l’efficacia della revisione degli esercizi futuri.

Conclusioni

L’approvazione del bilancio e il rilascio della relazione di revisione non segnano la fine dell’attività del revisore legale. Al contrario, si apre una fase altrettanto importante che comprende la chiusura del fascicolo, la conservazione delle evidenze raccolte, la gestione degli eventi successivi, il monitoraggio della continuità aziendale e la pianificazione delle attività future. Un corretto svolgimento di queste attività non solo garantisce la conformità ai principi ISA Italia e al D.Lgs. 39/2010, ma costituisce anche uno strumento fondamentale di tutela professionale e di qualità dell’attività di revisione. In un contesto normativo sempre più attento alla responsabilità degli organi di controllo, la gestione della fase successiva all’emissione della relazione assume un ruolo strategico per il revisore legale moderno.

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