Norme di comportamento del collegio sindacale nelle società non quotate

Pubblicato il: 31/03/2026 – 8:00

A cura di: Revilaw e Redazione Fiscalrevisione

Con l’approvazione definitiva da parte del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, entrano in vigore le nuove Norme di comportamento del collegio sindacale delle società non quotate, destinate a sostituire integralmente il precedente impianto normativo risalente al 2012.

Le Norme di comportamento rappresentano principi di deontologia professionale e linee guida operative rivolte ai sindaci, finalizzate a garantire un esercizio corretto, diligente e strutturato delle funzioni di vigilanza.

Non si tratta di mere raccomandazioni astratte, ma di un vero e proprio framework tecnico-operativo, articolato in:

  • principi generali
  • riferimenti normativi
  • criteri applicativi
  • commenti interpretativi

Il loro obiettivo è uniformare la prassi professionale e ridurre i rischi di responsabilità.

Le principali novità: un rafforzamento del ruolo del sindaco

a) Centralità degli adeguati assetti

Le nuove norme consolidano il ruolo del collegio sindacale nella vigilanza su:

  • assetti organizzativi
  • assetti amministrativi
  • assetti contabili

in linea con l’art. 2086 c.c. e con il Codice della crisi.

Il controllo non è più solo formale, ma assume una dimensione sostanziale e prospettica, orientata alla prevenzione.

b) Focus sulla crisi d’impresa

Una delle innovazioni più rilevanti riguarda il coordinamento con il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

Le norme:

  • rafforzano l’obbligo di intercettare tempestivamente segnali di crisi
  • prevedono un dialogo strutturato con il revisore legale
  • valorizzano la funzione di early warning

In particolare, viene enfatizzato lo scambio informativo tra organo di controllo e revisore per favorire l’emersione anticipata della crisi.

c) Integrazione con sostenibilità ed ESG

Le nuove norme tengono conto anche delle evoluzioni normative in materia di sostenibilità, in particolare del
D.Lgs. 125/2024

Il collegio sindacale:

  • amplia il proprio perimetro di vigilanza
  • monitora la rendicontazione non finanziaria
  • valuta i rischi ESG in ottica prospettica

d) Rafforzamento dei flussi informativi

Viene posta particolare attenzione a:

  • circolazione delle informazioni interne
  • tracciabilità delle attività di controllo
  • formalizzazione dei verbali

Il collegio sindacale è chiamato a operare secondo logiche sempre più documentate e verificabili.

e) Approccio metodologico strutturato

Le nuove norme introducono un’impostazione più evoluta dell’attività di vigilanza, basata su:

  • pianificazione dell’attività
  • vigilanza continuativa
  • follow-up delle criticità

Questo approccio avvicina l’attività del collegio sindacale a logiche tipiche dell’audit.

Impatti operativi per i professionisti

Per i sindaci e i revisori, le nuove norme comportano:

  • Maggiore responsabilizzazione

La vigilanza deve essere concreta, documentata e tempestiva.

  • Aumento della formalizzazione

Diventano centrali: carte di lavoro, verbali strutturati ed evidenze documentali.

  • Necessità di approccio multidisciplinare

Il sindaco deve oggi possedere competenze in: governance, crisi d’impresa, sostenibilità, controllo interno.

Conclusioni

Le nuove Norme di comportamento segnano un’evoluzione significativa del ruolo del collegio sindacale, che passa da un controllo prevalentemente formale a una funzione proattiva e orientata alla prevenzione dei rischi. Il sindaco è oggi chiamato a svolgere un’attività strutturata, continua e documentata, con particolare attenzione agli adeguati assetti, alla continuità aziendale e ai segnali di crisi. Centrale diventa anche il coordinamento con il revisore legale e con l’organo amministrativo. Ne deriva un rafforzamento delle responsabilità, ma anche una maggiore valorizzazione del ruolo: il collegio sindacale si configura sempre più come presidio strategico della governance e della stabilità dell’impresa. Per i professionisti, questo implica un approccio più evoluto, basato su competenze trasversali e su una vigilanza concreta, tracciabile ed efficace.

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