Possono gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, così come declinati dal nuovo codice della crisi di impresa e dell’insolvenza, avere un impatto positivo anche nei confronti del sistema creditizio?

Pubblicato il: 12/12/2022 – 8:21

Certo che sì, e vi spieghiamo anche il perché. L’implementazione e l’adozione di un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile non va visto come l’ennesimo obbligo imposto dallo…

Certo che sì, e vi spieghiamo anche il perché.

L’implementazione e l’adozione di un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile non va visto come l’ennesimo obbligo imposto dallo Stato, bensì come un’opportunità da cogliere da parte degli imprenditori. Questo perché l’intento della novella richiamata è quello di preservare e tutelare nel tempo il patrimonio aziendale e garantirne la continuità attraverso la previsione di una struttura organizzativa, amministrativa e contabile che sia in grado di:

  • Rilevare anticipatamente indizi di pre-crisi, crisi o perdita della continuità aziendale;
  • Rilevare eventuali squilibri di natura patrimoniale o economico-finanziario;
  • Verificare le prospettive di solvibilità dei debiti e le prospettive di continuità aziendale almeno per i 12 mesi successivi;
  • Rilevare situazione debitorie significative;
  • Garantire l’adozione di strumenti di analisi interni in termini attuali e previsionali (elaborazione budget, piani previsionali annuali sia finanziari che economici);
  • Garantire che il potere decisionale sia assegnato ad un appropriato livello di competenza e professionalità in ogni aspetto della vita aziendale.

Ora, considerato che la solvibilità aziendale (credit score) assieme alla perdita della continuità di un’impresa rappresentano per le banche i principali rischi associati al cliente, risulta del tutto evidente come il costante monitoraggio dell’aspetto economico (capacità dell’azienda di produrre redditi futuri), finanziario (capacità dell’azienda di mantenere un sostanziale equilibrio tra fonti e impieghi) e patrimoniale (capacità dell’azienda di conservare nel tempo il proprio patrimonio) dell’impresa rappresenti un aspetto particolarmente importante per mitigare, certamente con l’ausilio di professionisti preparati, l’analisi del rischio di credito valutata dal sistema creditizio prima e durante l’instaurarsi del rapporto con l’impresa cliente.

In definitiva è possibile affermare che la predisposizione degli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili consente di approntare un set informativo e analisi prospettiche per le banche, contenente le principali informazioni relative alla condizione economica, finanziaria e patrimoniale dell’azienda, da predisporre e condividere in maniera stabile. La conseguenza è quella di migliorare il rating creditizio, che di fatto determina le condizioni di accesso al credito, e di portare pertanto a un risparmio del costo del denaro a prestito.

In quest’ottica, la presenza in azienda di un soggetto terzo esterno e indipendente (il revisore), che valuti il flusso delle informazioni e dei dati elaborati dall’azienda e ne asseveri il bilancio in conformità alle procedure di revisione previste dai principi ISA Italia, attribuisce certamente all’azienda un sigillo di qualità in termini di dati e informazioni da essa provenienti rafforzandone la sua attendibilità creditizia.

Articolo a cura del Dott. Lorenzo Cassia – Dottore Commercialista e Revisore Contabile di Catania – Partner Revilaw srl Revisione Legale

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