La sostenibilità ambientale e sociale delle aziende: il ruolo del Revisore legale

Pubblicato il: 27/01/2021 – 11:11

L’Istituto Nazionale Revisori Legali ha pubblicato, in una nota, una notizia riguardante la sostenibilità e, secondo quanto riportato dal “Journal of Accountancy”, la sostenibilità è destinata ad a…

L’Istituto Nazionale Revisori Legali ha pubblicato, in una nota, una notizia riguardante la sostenibilità e, secondo quanto riportato dal “Journal of Accountancy”, la sostenibilità è destinata ad avere una presenza significativa nei parametri contabili delle aziende: in base allo studio redatto dall’Harvard School Forum, infatti, è stata rilevata una crescente attenzione delle imprese di numerose categorie merceologiche per investimenti mirati a salvaguardare l’impatto ambientale.

Da questo crescente interesse ne deriva un significativo peso specifico dei costi per la sostenibilità, che appaiono nei bilanci. Pertanto, i Revisori legali saranno chiamati ad analizzare con attenzione la tipologia di queste spese finalizzate alla sostenibilità, per poterne valutare, con adeguato rigore contabile, l’impatto sui conti aziendali.

È nella relazione sulla gestione – o la relazione sul governo societario – che si hanno informazioni che, per loro natura, possono essere estratte dal bilancio oggetto di revisione contabile o riconducibili – attraverso i dettagli utilizzati per la predisposizione del bilancio, il sistema di contabilità generale e le scritture contabili sottostanti – a tale bilancio. Alcuni esempi delle suddette informazioni sono quelle ambientali e sociali ovvero di sostenibilità.

Molte imprese nazionali (tra cui numerose società quotate) già forniscono su base volontaria informazioni di carattere non finanziario, anche se in modo diverso tra loro: talune tramite la pubblicazione di documenti sul proprio sito, altre, invece, predisponendo veri e propri bilanci, i cosiddetti bilanci di sostenibilità o “sociali”, oppure i “bilanci integrati”.

L’attività di controllo del Revisore collegata alla relazione sulla gestione, ha la finalità di far emergere ipotetici aspetti non conformi alla legge nonché eventuali contraddizioni o discordanze, fra le informazioni contenute nella relazione sulla gestione e tutti gli elementi probativi acquisiti dal Revisore – attraverso apposita documentazione – per esprimere il proprio giudizio sul bilancio.

Relazione sulla gestione: la responsabilità degli amministratori – Gli amministratori sono responsabili sia dell’identificazione delle fonti di riferimento applicabili al contenuto della relazione sulla gestione, sia di quella parte del sistema di controllo interno che permetta la stesura di tali relazioni, coerentemente con le informazioni del bilancio cui si riferiscono e in conformità alle norme di legge.

Relazione sulla gestione e i compiti del Revisore – Stabilito che è responsabilità degli amministratori formulare il contenuto della relazione sulla gestione, i compiti del Revisore su di essa, devono unicamente essere i seguenti:

  • formare un giudizio coerente tra il bilancio, la relazione sulla gestione e la sua conformità alle richieste delle norme di legge applicabili;
  • esprimere il giudizio, nella propria relazione di revisione;
  • considerare l’esistenza di eventuali errori significativi nella relazione sulla gestione anche in seguito alle informazioni acquisite sull’azienda;
  • rilasciare nella propria relazione di revisione una dichiarazione sugli eventuali errori significativi, fornendo indicazioni sulla natura di tali errori, laddove esistenti.

Il controllo del Revisore sugli aspetti ambientali dell’azienda – Il CNDCEC, nel documento “Indicazioni e raccomandazioni per l’attività di controllo sulle tematiche ambientali”, ha fornito delle istruzioni per chi è chiamato a svolgere il ruolo del Revisore; professionista che, già in passato, era chiamato ad esprimersi sulle tematiche ambientali.

La professionalità e l’esperienza del Revisore legale, non riguarda solo conoscenze in materie economico-giuridiche, ma comprende anche la conoscenza in tema ambientale e sociale.

È fondamentale accertare gli aspetti ambientali dell’attività esercitata al fine di riscontrare i rischi ad essa connessi nel caso di inosservanza di norme di salvaguardia dell’ambiente o di palesi comportamenti nocivi all’ambiente o alla salute pubblica.

Gli organi di controllo e di revisione legale, considerata la particolare complessità della materia ambientale, devono acquisire le necessarie informazioni dai responsabili aziendali e, se è il caso, devono far richiedere dalla società relazioni o pareri a consulenti esterni.

A tal proposito, in linea con quanto previsto dal Principio di Revisione ISA 315 ed indipendentemente dalle dimensioni aziendali, ad inizio del mandato potrebbe essere opportuno (come avviene usualmente per altre tematiche quali la sicurezza del lavoro, la sicurezza dei dati, la privacy, antiriciclaggio, ecc.) farsi rilasciare dai responsabili aziendali delle tematiche ambientali una breve relazione sulle normative ambientali cui l’azienda deve rispondere.

Se nella relazione sulla gestione, gli amministratori forniscono previsioni prospettiche positive, esasperando le aspettative, è compito del Revisore utilizzare lo scetticismo professionale.

La messa a disposizione della relazione sulla gestione da parte degli amministratori nei confronti del Revisore deve essere tempestiva al fine di assicurare al Revisore lo svolgimento delle verifiche necessarie per le procedure di revisione pianificate e, per evitare ritardi che impediscano l’approfondimento, si può accordare la tempistica per ricevere tale relazione, anche nella lettera di incarico.

L’Accettazione di un incarico di revisione o il mantenimento dello stesso, oltre a prevedere tutte le verifiche sull’indipendenza, sul rischio e la formulazione di un adeguato compenso, presume un’autovalutazione che il Revisore effettua sulle proprie capacità anche in tema di conoscenza ambientale e sociale.

Tra le molteplici ipotesi che il Revisore dovrà vagliare, al fine di accettare o rifiutare un incarico, è ricompresa anche un’autovalutazione del livello di conoscenza posseduto dal professionista, inerente alla conoscenza, soprattutto normativa, in tema ambientale, e in ogni altro ambito di informazione non finanziaria, in un particolare contesto aziendale.

Benché non sia ragionevole attendersi che i Revisori legali si pronuncino su questioni che non rientrano nelle loro competenze o nel loro campo di esperienza, si potrebbe tuttavia sostenere che, in futuro, i Revisori dovranno comunque accettare un aumento delle loro responsabilità in linea con le aspettative dell’opinione pubblica.

 

L’Istituto Nazionale Revisori Legali ha pubblicato, in una nota, una notizia riguardante la sostenibilità e, secondo quanto riportato dal “Journal of Accountancy”, la sostenibilità è destinata ad avere una presenza significativa nei parametri contabili delle aziende: in base allo studio redatto dall’Harvard School Forum, infatti, è stata rilevata una crescente attenzione delle imprese di numerose categorie merceologiche per investimenti mirati a salvaguardare l’impatto ambientale.

Da questo crescente interesse ne deriva un significativo peso specifico dei costi per la sostenibilità, che appaiono nei bilanci. Pertanto, i Revisori legali saranno chiamati ad analizzare con attenzione la tipologia di queste spese finalizzate alla sostenibilità, per poterne valutare, con adeguato rigore contabile, l’impatto sui conti aziendali.

È nella relazione sulla gestione – o la relazione sul governo societario – che si hanno informazioni che, per loro natura, possono essere estratte dal bilancio oggetto di revisione contabile o riconducibili – attraverso i dettagli utilizzati per la predisposizione del bilancio, il sistema di contabilità generale e le scritture contabili sottostanti – a tale bilancio. Alcuni esempi delle suddette informazioni sono quelle ambientali e sociali ovvero di sostenibilità.

Molte imprese nazionali (tra cui numerose società quotate) già forniscono su base volontaria informazioni di carattere non finanziario, anche se in modo diverso tra loro: talune tramite la pubblicazione di documenti sul proprio sito, altre, invece, predisponendo veri e propri bilanci, i cosiddetti bilanci di sostenibilità o “sociali”, oppure i “bilanci integrati”.

L’attività di controllo del Revisore collegata alla relazione sulla gestione, ha la finalità di far emergere ipotetici aspetti non conformi alla legge nonché eventuali contraddizioni o discordanze, fra le informazioni contenute nella relazione sulla gestione e tutti gli elementi probativi acquisiti dal Revisore – attraverso apposita documentazione – per esprimere il proprio giudizio sul bilancio.

Relazione sulla gestione: la responsabilità degli amministratori – Gli amministratori sono responsabili sia dell’identificazione delle fonti di riferimento applicabili al contenuto della relazione sulla gestione, sia di quella parte del sistema di controllo interno che permetta la stesura di tali relazioni, coerentemente con le informazioni del bilancio cui si riferiscono e in conformità alle norme di legge.

Relazione sulla gestione e i compiti del Revisore – Stabilito che è responsabilità degli amministratori formulare il contenuto della relazione sulla gestione, i compiti del Revisore su di essa, devono unicamente essere i seguenti:

  • formare un giudizio coerente tra il bilancio, la relazione sulla gestione e la sua conformità alle richieste delle norme di legge applicabili;
  • esprimere il giudizio, nella propria relazione di revisione;
  • considerare l’esistenza di eventuali errori significativi nella relazione sulla gestione anche in seguito alle informazioni acquisite sull’azienda;
  • rilasciare nella propria relazione di revisione una dichiarazione sugli eventuali errori significativi, fornendo indicazioni sulla natura di tali errori, laddove esistenti.

Il controllo del Revisore sugli aspetti ambientali dell’azienda – Il CNDCEC, nel documento “Indicazioni e raccomandazioni per l’attività di controllo sulle tematiche ambientali”, ha fornito delle istruzioni per chi è chiamato a svolgere il ruolo del Revisore; professionista che, già in passato, era chiamato ad esprimersi sulle tematiche ambientali.

La professionalità e l’esperienza del Revisore legale, non riguarda solo conoscenze in materie economico-giuridiche, ma comprende anche la conoscenza in tema ambientale e sociale.

È fondamentale accertare gli aspetti ambientali dell’attività esercitata al fine di riscontrare i rischi ad essa connessi nel caso di inosservanza di norme di salvaguardia dell’ambiente o di palesi comportamenti nocivi all’ambiente o alla salute pubblica.

Gli organi di controllo e di revisione legale, considerata la particolare complessità della materia ambientale, devono acquisire le necessarie informazioni dai responsabili aziendali e, se è il caso, devono far richiedere dalla società relazioni o pareri a consulenti esterni.

A tal proposito, in linea con quanto previsto dal Principio di Revisione ISA 315 ed indipendentemente dalle dimensioni aziendali, ad inizio del mandato potrebbe essere opportuno (come avviene usualmente per altre tematiche quali la sicurezza del lavoro, la sicurezza dei dati, la privacy, antiriciclaggio, ecc.) farsi rilasciare dai responsabili aziendali delle tematiche ambientali una breve relazione sulle normative ambientali cui l’azienda deve rispondere.

Se nella relazione sulla gestione, gli amministratori forniscono previsioni prospettiche positive, esasperando le aspettative, è compito del Revisore utilizzare lo scetticismo professionale.

La messa a disposizione della relazione sulla gestione da parte degli amministratori nei confronti del Revisore deve essere tempestiva al fine di assicurare al Revisore lo svolgimento delle verifiche necessarie per le procedure di revisione pianificate e, per evitare ritardi che impediscano l’approfondimento, si può accordare la tempistica per ricevere tale relazione, anche nella lettera di incarico.

L’Accettazione di un incarico di revisione o il mantenimento dello stesso, oltre a prevedere tutte le verifiche sull’indipendenza, sul rischio e la formulazione di un adeguato compenso, presume un’autovalutazione che il Revisore effettua sulle proprie capacità anche in tema di conoscenza ambientale e sociale.

Tra le molteplici ipotesi che il Revisore dovrà vagliare, al fine di accettare o rifiutare un incarico, è ricompresa anche un’autovalutazione del livello di conoscenza posseduto dal professionista, inerente alla conoscenza, soprattutto normativa, in tema ambientale, e in ogni altro ambito di informazione non finanziaria, in un particolare contesto aziendale.

Benché non sia ragionevole attendersi che i Revisori legali si pronuncino su questioni che non rientrano nelle loro competenze o nel loro campo di esperienza, si potrebbe tuttavia sostenere che, in futuro, i Revisori dovranno comunque accettare un aumento delle loro responsabilità in linea con le aspettative dell’opinione pubblica.

 

 

Pubblicato il: 2019-11-21 13:39:34

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