Per le micro imprese tassazione dei differenziali sui derivati al momento del realizzo

Pubblicato il: 09/09/2020 – 8:25

Per le micro imprese che posseggono strumenti finanziari derivati, in linea di massima, non è consentita la rilevazione contabile degli stessi, non essendo applicabile la disciplina contenuta nell…

Per le micro imprese che posseggono strumenti finanziari derivati, in linea di massima, non è consentita la rilevazione contabile degli stessi, non essendo applicabile la disciplina contenuta nell’articolo 2426, comma 1, numero11-bis, del codice civile, ma è disposta la rilevazione di un fondo per rischi e oneri qualora ne ricorrano le condizioni. A chiusura di esercizio non è iscritto contabilmente alcun componente di reddito scaturente dalla valutazione dei derivati e, il valore fiscale dei medesimi, rimane, quindi, immutato. Tuttavia, nel momento in cui avviene il realizzo degli strumenti derivati, il differenziale tra corrispettivo incassato e valore fiscale dello strumento derivato concorre alla formazione del reddito di periodo.

Disciplina contabile degli strumenti derivati per le micro imprese – I criteri di valutazione degli strumenti derivati, sono definiti dall’articolo 2426, comma 1, n. 11-bis del Codice civile, il quale dispone l’iscrizione in bilancio degli stessi al fair value. Le variazioni del fair value sono rilevate nel conto economico oppure, se lo strumento copre il rischio di variazione dei flussi finanziari attesi di un altro strumento finanziario o di un’operazione programmata, direttamente in una riserva positiva o negativa di patrimonio netto. Questa riserva è imputata al conto economico nella misura e nei tempi corrispondenti al verificarsi o al modificarsi dei flussi di cassa dello strumento coperto, ovvero al verificarsi dell’operazione oggetto di copertura.

Le disposizioni del citato articolo, non trovano applicazione per le micro imprese. L’OIC 32, infatti, al paragrafo 134, prevede che, tali soggetti, nel caso di strumenti finanziari derivati, rilevino un fondo rischi ed oneri, se ricorrano le condizioni per l’iscrizione sancite dall’OIC 31, la cui determinazione può essere effettuata secondo le linee guida per la valutazione di un contratto derivato contenute nello stesso OIC 32.

Trattamento fiscale dei differenziali su strumenti derivati – Il trattamento fiscale applicabile ai differenziali scaturenti dalla valutazione degli strumenti derivati, è riconducibile al combinato disposto dall’articolo 112 commi 2, 3 e 3-bis del TUIR e dall’articolo 83 del medesimo Testo Unico. Nello specifico, il comma 2 del menzionato articolo 112, sancisce che, alla formazione del reddito concorrono i componenti positivi e negativi che risultano dalla valutazione degli strumenti finanziari derivati alla data di chiusura dell’esercizio. Il successivo comma 3 stabilisce un tetto alla deducibilità dei componenti negativi, in quanto, questi ultimi, non possono essere superiori alla differenza tra: il valore del contratto o della prestazione alla data della stipula o a quella di chiusura dell’esercizio precedente e il corrispondente valore alla data di chiusura dell’esercizio. Pertanto, in sede di realizzo di tali strumenti derivati, si determinano dei componenti positivi o negativi che partecipano alla formazione del reddito di periodo ai sensi dell’articolo 83 del TUIR. Le previsioni del combinato normativo appena esplicato, devono essere attivate considerando la modalità di rappresentazione dei fenomeni aziendali e nel rispetto del principio di derivazione rafforzata che guida la determinazione del reddito d’impresa ai fini IRES.

Nel caso specifico delle micro imprese, considerando che le stesse non rilevano le eventuali oscillazioni del valore del derivato con finalità diverse dalla copertura, risulta essere ininfluente il disposto normativo previsto dall’articolo 112 precedentemente esaminato, ferma restando l’inclusione della fattispecie nell’ambito di applicazione dello stesso.

Tassazione IRES e IRAP dei differenziali su ETC ceduti – L’Agenzia delle Entrate ha esaminato la corretta tassazione da applicare ai differenziali scaturenti dalla valutazione degli strumenti finanziari derivati nella Risposta n. 323 pubblicata l’8 settembre 2020. Nel caso oggetto dell’interpello, la società istante, una micro impresa, fa presente di aver iscritto nella situazione contabile al 31 dicembre 2019, gli strumenti finanziari ETC, ossia “Exchange traded commodities” detenuti. Il differenziale positivo non realizzato, derivante dall’applicazione del fair value, non è rilevato in contabilità, poiché il bilancio è redatto secondo le modalità previste per le micro imprese. Nel mese di marzo 2020, l’istante ha ceduto gli ETC e ha realizzato sulle cessioni delle plusvalenze e delle minusvalenze. Viene quindi chiesto all’Amministrazione finanziaria se, ai fini IRES e IRAP, la tassazione dei differenziali positivi da valutazione dei derivati debba tecnicamente realizzarsi attraverso delle variazioni fiscali in aumento della base imponibile derivanti da dati extracontabili e determinate dal disallineamento tra il valore civile e fiscale dei derivati stessi.

L’Agenzia ritiene che:

  1. Con riguardo alla tassazione ai fini IRES, nel caso della micro impresa non vi è alcun componente di reddito che risulta dalla valutazione dei derivati alla data di chiusura dell’esercizio, pertanto, non vi è alcuna variazione del valore fiscale dello strumento derivato. Tuttavia, la differenza tra il corrispettivo incassato e il valore fiscale del derivato concorre alla formazione del reddito, ai sensi dell’articolo 83 del TUIR, nel periodo d’imposta in cui avviene il realizzo mediante la cessione degli ETC (2020). Inoltre precisa che, i componenti negativi che partecipano alla formazione del fondo rischi e oneri previsto per le micro imprese dell’OIC 32, costituiscono dei componenti di reddito classificabili fiscalmente come accantonamenti di cui all’articolo 107, comma 4 del TUIR. Questa interpretazione risulta coerente con quanto disposto dall’articolo 13-bis, comma 5, lettera a), del D.L. n. 244/2016, recante disposizioni di coordinamento della disciplina in materia di IRES e IRAP con il D.lgs. n. 139/2015.
  2. Ai fini IRAP, invece, considerando che la società esercita l’attività di trading su strumenti finanziari derivati, i componenti di reddito derivanti dalla valutazione a fine esercizio e dal realizzo dei derivati, debbano essere ricondotti tra le voci rilevanti ai fini IRAP, essendo rappresentativi dell’attività caratteristica della società medesima. Tuttavia, con specifico riferimento ai componenti di reddito scaturenti dalla valutazione, in coerenza con quanto disposto dall’articolo 2435-ter per le micro imprese, il tributo regionale sarà ininfluente fino al momento del realizzo dello strumento derivato.
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