ROL applicabile ai differenziali da cash flow hedge

Pubblicato il: 06/04/2020 – 12:36

La riformulazione della disciplina riguardante la deducibilità degli interessi passivi ha apportato nuove disposizioni in merito alla definizione dell’ambito oggettivo di applicazione della stessa…

La riformulazione della disciplina riguardante la deducibilità degli interessi passivi ha apportato nuove disposizioni in merito alla definizione dell’ambito oggettivo di applicazione della stessa. Quest’ultimo viene sostanzialmente circoscritto da due regole fondamentali:

  • gli interessi passivi e gli interessi attivi, nonché gli oneri e i proventi finanziari ad essi assimilati, devono essere qualificati come tali dai principi contabili adottati dall’impresa, e per i quali tale qualificazione viene confermata dai decreti attuativi del principio di derivazione rafforzata, quali il D.M. 1° aprile 2009, n. 48, il D.M. 8 giugno 2011 e il D.M. 3 agosto 2017;
  • i predetti interessi, oneri e proventi devono derivare da un’operazione o un rapporto contrattuale aventi una causa finanziaria o, comunque, da un rapporto contenente una componente di finanziamento significativa secondo le disposizioni dell’IFRS 15.

I soggetti IAS adopter, in sede di applicazione delle nuove norme relative alla deducibilità degli interessi passivi e degli oneri finanziari, devono, pertanto, valutare la rilevanza ai fini della stessa delle componenti relative ai derivati.

Differenziali su contratti di Cash flow hedge – Nella prassi delle attività commerciali e industriali dei soggetti IAS, sono frequenti i contratti di “Cash flow hedge”. Si tratta di strumenti di copertura dell’esposizione alla variabilità dei flussi di cassa, derivante da un rischio particolare associato a tutto o a una componente di un’attività o passività rilevata o a un’operazione di previsione altamente probabile che potrebbe influire sui profitti o sulle perdite.

La contabilizzazione delle operazioni di copertura comporta una rilevazione simmetrica degli effetti sul conto economico, derivanti dalle variazioni di fair value dello strumento di copertura e dello strumento coperto.

Al fine di valutare il fair value di uno strumento finanziario occorre determinare:

  • lo strumento finanziario derivato oggetto della valutazione;
  • il mercato principale (o più vantaggioso) per lo strumento finanziario derivato;
  • le tecniche di valutazione appropriate per la valutazione. Queste devono considerare sia il livello della gerarchia del fair value in cui sono classificati i parametri, nonché le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero per determinare il prezzo dello strumento finanziario derivato, incluse le assunzioni riguardanti i rischi (presumendo che i predetti operatori agiscano per soddisfare nel modo migliore il proprio interesse economico).

Secondo le disposizioni dell’IFRS 9, la componente separata di patrimonio netto associata all’elemento coperto (Riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi), deve essere rettificata al minore importo tra: l’utile o la perdita cumulati sullo strumento di copertura dall’inizio della copertura e la variazione cumulata del fair value al valore attuale dell’elemento coperto (ossia il valore attuale della variazione cumulata dei flussi finanziari futuri attesi coperti).

La parte di utile o perdita sullo strumento di copertura che è compensata dalla variazione della riserva per la copertura dei flussi finanziari (parte efficace), deve essere rilevata nelle altre componenti di conto economico complessivo. Al contrario, gli eventuali utili o perdite residui sullo strumento di copertura rappresentano la parte inefficace della copertura e deve essere rilevata nell’utile (perdita) d’esercizio.

Con riguardo all’importo accumulato nella riserva per la copertura dei flussi finanziari, questo è contabilizzato come segue:

  1. in una copertura di flussi finanziari connessi ad un’attività o ad una passività iscritta in bilancio o di un’operazione programmata altamente probabile o impegno irrevocabile, l’importo della riserva deve essere riclassificato a conto economico nello stesso esercizio o negli stessi esercizi in cui i flussi finanziari futuri coperti hanno un effetto sull’utile (perdita) d’esercizio (per esempio, negli esercizi in cui sono rilevati gli interessi attivi o gli interessi passivi o quando si verifica la vendita programmata). La voce di conto economico in cui classificare il rilascio della riserva è la stessa che è impattata dai flussi finanziari attesi quando hanno effetto sull’utile (perdita) d’esercizio;
  2. in una copertura dei flussi finanziari connessi ad un’operazione programmata altamente probabile o impegno irrevocabile che comportano successivamente la rilevazione di un’attività o passività non finanziarie, la società al momento della rilevazione dell’attività o della passività deve eliminare l’importo dalla riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi e includerlo direttamente nel valore contabile dell’attività (nei limiti del valore recuperabile) o della passività;
  3. in presenza di una riserva negativa se la società non prevede di recuperare tutta la riserva o parte della riserva in un esercizio o in più esercizi futuri, la società deve immediatamente imputare alla voce B) 13) del conto economico dell’esercizio la riserva o la parte di riserva che non prevede di recuperare.

Componenti rilevanti ai fini del ROL – Le componenti derivanti dalla contabilizzazione dei derivati a copertura dei flussi finanziari e rilevati nel conto economico a diretta rettifica degli interessi dell’attività o passività oggetto della copertura, sono rilevanti ai fini della disciplina del ROL contenuta nell’articolo 96 del TUIR. La rilevanza è determinata dalla qualificazione degli stessi come interessi e oneri dai principi contabili, nonché dalla presenza di una causa finanziaria nel rapporto di finanziamento.

In merito, l’Agenzia delle Entrate si è espressa in passato con la Risoluzione n. 56/2010, nella quale viene chiarito che, gli interessi passivi e gli oneri ad essi assimilati, assumono rilievo sempreché trovino fonte in rapporti che assolvono ad una funzione finanziaria. Con riguardo ai differenziali di interessi connessi a strumenti finanziari derivati con finalità di copertura del rischio, questi hanno la medesima natura dei proventi ed oneri generati dallo strumento coperto e rappresentano una componente con la stessa funzione economica rispetto all’interesse attivo o passivo coperto, questo, in quanto esiste un nesso inscindibile tra i proventi e gli oneri generati dal derivato e dallo strumento coperto.

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