La strategia generale di revisione e la predisposizione del piano di revisione

Pubblicato il: 05/09/2019 – 11:12

L’obiettivo del revisore – dopo aver formulato una idonea strategia generale – è quello di pianificare la revisione contabile affinché sia svolta in modo efficace ed efficiente, seguendo le regole …

L’obiettivo del revisore – dopo aver formulato una idonea strategia generale – è quello di pianificare la revisione contabile affinché sia svolta in modo efficace ed efficiente, seguendo le regole contenute nel Principio di revisione ISA Italia 300

La pianificazione non rappresenta una fase slegata della revisione ma, al contrario, un processo ricorrente contraddistinto da una reciproca attività tra la società, il team e il revisore E’ bene evidenziare che spesso l’attività di pianificazione, inizia poco dopo -o in coincidenza- con la conclusione della precedente revisione e prosegue sino alla conclusione dell’incarico in corso. 

La pianificazione implica tuttavia la considerazione della tempistica di talune attività e procedure di revisione che è necessario completare prima di svolgere le procedure di revisione conseguenti. Ad esempio, la pianificazione implica la necessità di considerare, prima dell’identificazione e della valutazione dei rischi di errori significativi da parte del revisore, alcuni aspetti quali: 

  • le procedure di analisi comparativa da utilizzare come procedure di valutazione del rischio;
  • le attività da svolgere per acquisire una comprensione generale del quadro normativo e regolamentare d’applicare e far rispettare all’impresa;
  • la determinazione della significatività;
  • il coinvolgimento di esperti;
  • lo svolgimento di altre procedure di valutazione del rischio.

Una strategia e un piano dettagliato aiutano il revisore a svolgere un lavoro improntato sull’analisi delle aree di bilancio di maggiore importanza e favoriscono l’identificazione e la risoluzione dei problemi grazie ad un’opportuna organizzazione del team e delle “carte di lavoro”. 
Per carta di lavoro, s’intende – secondo l’interpretazione prevalente – il documento redatto dal revisore (completo degli allegati) nel quale non è previsto un modello obbligatorio. L’attività di revisione, dopo l’abolizione del libro della revisione, è, per l’appunto, documentata dalle carte di lavoro, le quali devono: 

  • fornire evidenza degli elementi a supporto dei controlli eseguiti e della relazione di revisione;
  • garantire che la revisione sia stata pianificata in conformità ai principi di revisione e di legge.

Le carte di lavoro devono consentire ad un revisore esperto, che non abbia alcuna cognizione dell’incarico, di comprendere: 

  • la valutazione del rischio e di errori significativi;
  • la natura, i tempi e l’estensione delle procedure svolte;
  • i risultati delle procedure svolte e gli elementi probativi acquisiti;
  • le conclusioni raggiunte e la loro motivazione.

Attività di pianificazione
Il revisore deve elaborare un piano di revisione, che deve includere una descrizione dei seguenti aspetti: 

  • la natura, la tempistica e l’estensione delle procedure di valutazione del rischio pianificate, come stabilito dal principio di revisione internazionale (ISA Italia) n. 315;
  • la natura, la tempistica e l’estensione delle procedure di revisione in risposta ai rischi identificati e valutati pianificate a livello di asserzioni, come stabilito dal principio di revisione internazionale (ISA Italia) n. 330;
  • le altre procedure di revisione pianificate che devono essere svolte affinché l’incarico sia conforme ai principi di revisione.

Il piano di revisione è più dettagliato della strategia generale di revisione, in quanto include la natura, la tempistica e l’estensione delle procedure di revisione che devono essere svolte dai membri del team di revisione. La pianificazione di tali procedure avviene nel corso della revisione man mano che il piano relativo all’incarico viene elaborato. 

Ad esempio, la pianificazione delle procedure di valutazione del rischio avviene nelle fasi iniziali del processo di revisione. Tuttavia, la pianificazione della natura, della tempistica e dell’estensione di specifiche procedure di revisione conseguenti dipende dal risultato di tali procedure di valutazione del rischio. Inoltre, il revisore può iniziare a svolgere le procedure di revisione conseguenti per alcune classi di operazioni, saldi contabili e informative prima di pianificare tutte le restanti. 

La strategia generale di revisione
Il processo di definizione della strategia generale di revisione aiuta il revisore a determinare, subordinatamente al completamento delle procedure di valutazione del rischio, aspetti quali: 

  • le risorse da impiegare in specifiche aree di revisione, tra cui l’utilizzo di membri del team con appropriata esperienza per aree ad alto rischio o il coinvolgimento di esperti per materie complesse;
  • la quantità di risorse da attribuire a specifiche aree di revisione, come il numero di membri del team assegnati all’osservazione delle conte fisiche delle rimanenze presso i magazzini significativi, l’estensione del riesame del lavoro svolto da altri revisori in caso di revisione di gruppi, o il budget di revisione espresso in ore da assegnare alle aree ad alto rischio;
  • quando impiegare tali risorse, se durante una fase di interim ovvero a date prossime a quelle di chiusura;
  • come gestire, dirigere e supervisionare tali risorse, con riferimento alla tempistica delle riunioni di organizzazione e di consuntivazione con il team di revisione, alle modalità di svolgimento delle attività di riesame da parte del responsabile dell’incarico e del manager (per esempio presso l’impresa o in un’altra sede) e all’opportunità di eseguire il riesame della qualità dell’incarico.

Modifica delle decisioni prese in sede di pianificazione durante lo svolgimento della revisione
A causa di eventi inattesi, o di cambiamenti nelle condizioni, o di elementi probativi acquisiti dai risultati delle procedure di revisione, l’incaricato può avere la necessità di modificare la strategia generale o il piano di revisione e, quindi, la natura, la tempistica e l’estensione delle procedure pianificate, sulla base della riconsiderazione dei rischi identificati e valutati. Ciò si può verificare nel caso in cui il revisore venga a conoscenza di informazioni che divergono significativamente da quelle disponibili all’epoca della pianificazione delle procedure di revisione. Ad esempio, gli elementi probativi acquisiti svolgendo le procedure di validità possono contraddire quelli acquisiti attraverso le procedure di conformità. 

In definitiva, tale flessibilità è consentita proprio in ragione dell’ormai parere condiviso, secondo il quale l’attività di revisione si configura come un processo il cui scopo è quello di condurre il soggetto incaricato a formulare una valutazione avente a oggetto la conformità del bilancio rispetto al quadro normativo sull’informativa finanziaria applicabile. 

Pubblicato il: 2019-09-05 05:48:31

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