Le attività preliminari all’accettazione dell’incarico

Pubblicato il: 24/07/2019 – 11:11

Sindaci-revisori, prima ancora di accettare l’incarico, devono valutare il rischio dell’incarico, l’indipendenza, i corrispettivi e le risorse necessarie. I principi di revisione e le norme sul con…

Sindaci-revisori, prima ancora di accettare l’incarico, devono valutare il rischio dell’incarico, l’indipendenza, i corrispettivi e le risorse necessarie. I principi di revisione e le norme sul controllo di qualità impongono al revisore di stabilire direttive e procedure al riguardo e di documentare le attività svolte.

Con i rinnovi degli incarichi di revisione si affaccia il problema per i sindaci-revisori di porre in essere e documentare una serie di attività tese a valutare il rischio connesso all’incarico stesso.

I principi di revisione ISA (Italia) 220, ISA (Italia) 300 e il principio sulla qualità ISCQ1 Italia prevedono che il revisore debba acquisire, prima di accettare un incarico, una conoscenza di massima dei rischi connessi all’incarico e un’analisi della propria capacità di svolgere l’incarico in modo tempestivo ed efficace. Tali attività finora sono state poco applicate nella prassi dei sindaci-revisori che, spesso, hanno continuato ad accettare formalmente l’incarico a seguito di nomina assembleare, non facendo neanche distinguere i compensi spettanti per l’attività di vigilanza da quelli relativi alla REVISIONE LEGALE dei conti. Tale prassi non può essere perpetrata, in quanto si potrebbero avere spiacevoli sorprese in sede di controllo di qualità ex art. 20 del D.Lgs. 39/2010.
Per prima cosa il revisore deve valutare se ha le competenze, le capacità e le risorse organizzative e di tempo per poter svolgere l’incarico.
Altro passo importante è quello della valutazione dell’indipendenza: Il revisore dovrà documentare nelle proprie carte di lavoro le valutazioni fatte circa eventuali minacce all’indipendenza con riguardo non solo alla sua persona, ma anche alla rete professionale a cui appartiene.
Svolte le attività riguardanti la propria organizzazione, il revisore dovrà valutare il rischio incarico con riferimento alle dimensioni e complessità dell’azienda, alla reputazione della stessa e della direzione aziendale, alla presenza di parti correlate, di problemi di continuità aziendale, ecc.
Le fonti informative su cui basare le proprie valutazioni sono molteplici. Si possono effettuare visure camerali, contattare la direzione aziendale e i precedenti revisori, effettuare ricerche sui principali motori di ricerca. Una attività utile è sicuramente quella dell’analisi comparativa dei bilanci degli ultimi 3 esercizi. L’analisi potrebbe mostrare, infatti, andamenti anomali o inusuali di alcune voci di bilancio, oltre che la situazione di salute dell’azienda.
Terminate e documentate le attività preliminari, il revisore sarà in grado di decidere se accettare l’incarico o meno e, in caso positivo, formalizzerà lo stesso con apposita “lettera di incarico” nella quale vanno esplicitati l’obiettivo e la portata della revisione; le responsabilità del revisore e quelle degli amministratori in merito al bilancio; il quadro normativo applicabile; le principali procedure di revisione. Nella lettera di incarico bisogna anche quantificare le ore di revisione necessarie e il corrispondente compenso. Nel caso dei sindaci-revisori occorre distinguere il compenso che riguarda le funzioni di vigilanza tipiche del sindaco da quello relativo alla REVISIONE LEGALEdei conti. Solo quest’ultimo, tra l’altro, sarà oggetto di comunicazione telematica al Registro dei revisori.

 

 

 

Pubblicato il: 2019-07-24 07:47:27

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