La figura dei Revisori Legali è progressivamente evoluta nel tempo riflettendo le nuove esigenze delle organizzazioni e il mutamento degli scenari economici, passando dal ruolo ispettivo alla centralità nei moderni sistemi integrati di controllo.
Oggi il Revisore Legale è un professionista con un ruolo definito nel governo dell’azienda, che contribuisce alla costruzione dei sistemi di controllo favorendo l’interazione tra le funzioni aziendali, prestando consulenza indipendente agli organi di gestione.
Non è più solo un tecnico del controllo, ma un professionista con competenze estese ed anche trasversali, dotato degli strumenti operativi per inquadrare i controlli nel funzionamento dell’impresa. Il sistema dei controlli ha ormai acquisito un’importanza strategica per le organizzazioni: al pari delle funzioni di sviluppo, è un fattore competitivo. Il Revisore Legale può dare all’impresa ed all’ordinamento un valore concreto, oltre che le garanzie richieste dagli stakeholder, a cominciare dagli investitori.
A fungere da supporto per la buona riuscita della revisione è certamente una contabilità rigorosa, aggiornata e ordinata, ma per avere la cognizione del risultato interno ed esterno dell’azienda cliente, il Revisore deve necessariamente percorrere una formazione continua e sempre aggiornata.
Formazione continua del revisore legale
L’articolo 5 del decreto legislativo n. 39/2010, modificato dal successivo decreto legislativo 17 luglio 2016 n. 135, disciplina le modalità di svolgimento della formazione. Con l’introduzione dell’obbligo della formazione continua si intende garantire e accrescere la preparazione e l’aggiornamento professionale dei revisori legali dei conti, assicurando di conseguenza che gli incarichi di revisione siano svolti in conformità ad adeguati parametri qualitativi.
Tale obiettivo è peraltro coerente con il disegno del legislatore europeo che ha generato il registro della revisione legale quale fondamentale strumento di garanzia della corretta ed efficace revisione dei bilanci.
Chi è tenuto alla formazione continua
L’obbligo riguarda tutti gli iscritti al registro, non vi è alcuna rilevanza circa la collocazione nella sezione A o B. Pertanto, i revisori che non fossero titolari di incarichi di revisione legale, sono egualmente assoggettati agli obblighi in commento e devono provvedere all’assolvimento al pari dei revisori titolari di incarichi di revisione legale.
Programma annuale della formazione
Il Programma di aggiornamento professionale, definito annualmente dal Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi dell’art. 5, comma 2, del decreto legislativo 39/2010, modificato dal decreto legislativo n. 135/2016, costituisce il necessario presupposto per lo svolgimento della formazione continua di tutti i revisori legali iscritti nell’apposito Registro.
Modalità di assolvimento della formazione
Le disposizioni legislative prevedono che gli obblighi della formazione professionale continua a capo dei revisori possono essere assolti attraverso tre canali:
a) la formazione offerta dal Ministero dell’economia tramite piattaforme digitali accessibili per via telematica o in convenzione con altri soggetti;
b) la partecipazione a corsi organizzati da enti pubblici o privati che, in possesso di determinati requisiti previsti dalla legge, abbiano ottenuto l’accreditamento dal Ministero dell’economia e delle finanze;
c) il riconoscimento dei crediti acquisiti dai professionisti iscritti agli Ordini e della formazione organizzata all’interno delle società di revisione a favore di collaboratori e responsabili della revisione (c.d. formazione equivalente).
In tutte e tre le ipotesi sopra richiamate, i programmi di formazione devono riguardare contenuti corrispondenti a uno o più argomenti o materie incluse nel programma di formazione emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il programma di aggiornamento professionale per il 2019
In sintesi, i revisori persone fisiche iscritti nel Registro dei Revisori Legali tenuto dal MEF, purché non sospesi, sono tenuti a partecipare a programmi di aggiornamento professionale definiti annualmente dallo stesso Ministero e finalizzati al perfezionamento e al mantenimento delle conoscenze teoriche e delle capacità professionali.
L’adempimento dell’obbligo è cadenzato su un arco temporale triennale: ogni anno vanno acquisiti almeno 20 crediti formativi, di cui almeno 10 su materie caratterizzanti, per un totale minimo di 60 crediti formativi nel triennio. Sono materie caratterizzanti la gestione del rischio e il controllo interno, i principi di revisione nazionali e internazionali, la disciplina della revisione legale, la deontologia professionale e l’indipendenza, la tecnica professionale della revisione. Il programma di aggiornamento professionale per il 2019 è stato definito dalla determina 13.02.2019, n. 23018 sulla base delle proposte di affinamento presentate dal Comitato didattico.
Tra le novità introdotte nel programma di aggiornamento professionale 2019 particolare attenzione meritano i temi direttamente afferenti all’attività di vigilanza del MEF, quali l’adozione del codice dei principi di deontologia professionale, riservatezza e segreto professionale dei soggetti abilitati all’esercizio della revisione legale dei conti e “I controlli di qualità del Mef: linee di indirizzo e orientamenti”.
Relativamente, poi, agli argomenti rimasti nominalmente invariati rispetto ai programmi precedenti si rileva che, qualora le tematiche proposte risultassero marginalmente interessate da sopravvenuti interventi normativi, tali aggiornamenti sono da intendersi ricompresi nel corso proposto nel 2019 che potrà avere, pertanto, un contenuto diverso rispetto a quello sviluppato in precedenza.
Pubblicato il: 2019-09-20 13:04:39