La verifica periodica di fine anno del Revisore Legale: controlli, rischi e attività propedeutiche alla revisione del bilancio

Pubblicato il: 15/09/2026 – 8:00

A cura di: Revilaw e Redazione Fiscalrevisione

La verifica periodica di fine anno rappresenta uno dei momenti più significativi dell’attività del Revisore Legale, perché si colloca in una fase particolarmente delicata: quella immediatamente precedente alla chiusura dell’esercizio e alla predisposizione del bilancio.

L’attività di revisione, infatti, non si esaurisce nel giudizio finale espresso sul bilancio. L’art. 14 del D.Lgs. 39/2010 prevede che il Revisore verifichi, nel corso dell’esercizio, la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili.

La verifica di fine anno assume quindi una duplice funzione: da un lato consente di concludere il monitoraggio periodico sull’andamento amministrativo-contabile dell’impresa; dall’altro prepara il lavoro che sarà svolto in sede di revisione del bilancio.

La verifica della regolare tenuta della contabilità

Uno dei primi aspetti da approfondire riguarda l’aggiornamento e l’affidabilità della contabilità.

Il Revisore deve verificare che le operazioni aziendali siano registrate con sufficiente tempestività, sulla base di documentazione adeguata e secondo criteri coerenti con la natura dei fatti di gestione.

Particolare attenzione deve essere riservata alle registrazioni effettuate in prossimità della chiusura dell’esercizio, soprattutto quando emergono scritture rilevanti, movimentazioni anomale o operazioni non adeguatamente supportate da documentazione.

In questa fase è opportuno acquisire una situazione contabile aggiornata e analizzare le principali poste patrimoniali, verificando che i saldi risultino coerenti e riconciliati.

Le principali aree da controllare

Tra le aree che normalmente richiedono maggiore attenzione rientrano le disponibilità liquide, i crediti verso clienti, i debiti verso fornitori, i debiti tributari e previdenziali, i finanziamenti, le immobilizzazioni, le rimanenze e i rapporti con soci e amministratori.

Le riconciliazioni bancarie assumono particolare importanza, perché consentono di verificare la corrispondenza tra le risultanze contabili e quelle degli istituti di credito.

Allo stesso modo, eventuali saldi anomali di clienti o fornitori, partite sospese da lungo tempo o conti transitori non chiusi devono essere approfonditi per comprenderne l’origine e valutare l’impatto sul bilancio.

Gli adempimenti fiscali e previdenziali

La verifica periodica riguarda anche il corretto e tempestivo adempimento degli obblighi fiscali e previdenziali connessi alla contabilità.

Il Revisore può quindi procedere, su base campionaria, alla verifica di liquidazioni IVA, ritenute, contributi previdenziali e modelli F24, valutandone la coerenza con le risultanze contabili.

L’obiettivo non è quello di sostituirsi ad un controllo fiscale, ma di individuare eventuali irregolarità che possano incidere sulla corretta tenuta della contabilità o sulla rappresentazione dei debiti nel bilancio.

Le operazioni tipiche della chiusura dell’esercizio

La verifica di fine anno assume particolare rilevanza perché si svolge in prossimità della data di chiusura del bilancio.

In questa fase il Revisore deve porre attenzione alla corretta imputazione temporale delle operazioni, soprattutto con riferimento a ricavi, acquisti e rimanenze.

Il controllo del cut-off consente di verificare che costi e ricavi siano rilevati nell’esercizio di effettiva competenza e rappresenta uno degli aspetti centrali della revisione di fine anno.

Assumono inoltre rilievo le rimanenze di magazzino. Quando sono significative, il Revisore deve pianificare con attenzione le procedure dell’inventario fisico, valutando la necessità di assistere alle operazioni inventariali e di verificare la corretta valorizzazione delle giacenze.

Le scritture di assestamento e le stime

Un ulteriore ambito di attenzione riguarda le scritture di assestamento.

Ammortamenti, ratei e risconti, accantonamenti, fondi rischi, svalutazione dei crediti e valorizzazione delle rimanenze sono poste che richiedono valutazioni e, in alcuni casi, stime da parte degli amministratori.

Il Revisore deve quindi comprendere i criteri adottati dall’impresa e individuare le poste maggiormente esposte a rischio, soprattutto quando presentano elevati margini di discrezionalità.

Questa analisi consente di programmare in maniera più mirata le verifiche che saranno svolte nella fase finale della revisione.

Le conferme esterne

In prossimità della chiusura dell’esercizio assumono rilievo anche le procedure di conferma esterna.

Il Revisore può programmare l’invio di richieste di conferma a banche, clienti, fornitori e consulenti legali, con l’obiettivo di acquisire elementi probativi direttamente da soggetti terzi e indipendenti rispetto all’impresa revisionata.

Le circolarizzazioni costituiscono infatti uno strumento particolarmente utile per verificare l’esistenza e la correttezza di determinati saldi o per acquisire informazioni su rapporti bancari, contenziosi o altre situazioni rilevanti.

La verifica come strumento di analisi del rischio

La verifica periodica non deve essere considerata un semplice controllo formale delle scritture.

Le informazioni raccolte devono essere utilizzate anche per aggiornare la valutazione dei rischi di revisione.

Un aumento significativo dei crediti commerciali, una riduzione della liquidità, un incremento dell’indebitamento, la presenza di perdite ricorrenti o rilevanti debiti fiscali e previdenziali possono rappresentare indicatori di criticità che richiedono ulteriori approfondimenti.

In questo senso, la verifica di fine anno contribuisce anche ad individuare tempestivamente eventuali elementi rilevanti sotto il profilo della continuità aziendale.

La documentazione del lavoro svolto

Un aspetto essenziale dell’attività di revisione è rappresentato dalla corretta documentazione delle procedure effettuate.

Le carte di lavoro devono consentire di ricostruire le attività svolte, i documenti analizzati, i campioni selezionati, le anomalie riscontrate, i chiarimenti ottenuti e le conclusioni raggiunte dal Revisore.

La documentazione non rappresenta un mero adempimento formale, ma costituisce la prova del percorso professionale seguito e delle valutazioni effettuate.

Conclusioni

La verifica periodica di fine anno costituisce quindi un passaggio fondamentale nel processo di revisione legale.

È il momento nel quale il Revisore conclude l’attività di controllo sull’esercizio appena trascorso e, contemporaneamente, pone le basi per affrontare la revisione del bilancio in maniera più consapevole ed efficace.

Una verifica correttamente pianificata permette di individuare tempestivamente anomalie, criticità e aree di rischio, migliorando la qualità delle successive procedure di revisione.

La revisione legale conferma così la propria funzione non come mero controllo finale, ma come presidio continuativo sull’affidabilità dell’informazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa.

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