Revisione legale: lo scambio di informazioni fra revisore entrante e uscente

Pubblicato il: 11/11/2025 – 8:00

A cura di: Redazione Fiscalrevisione

Il cambio del revisore legale, o della società di revisione, rappresenta sempre un momento particolare nella vita di un’impresa. Non si tratta di un semplice avvicendamento di professionisti: è un vero e proprio passaggio di testimone che implica responsabilità e doveri.

Il principio cardine è quello assicurare la continuità e l’affidabilità del processo di revisione.

Il revisore entrante, deve comprendere le dinamiche aziendali, la storia contabile, gli eventuali punti critici e soprattutto la qualità dei saldi di apertura del bilancio su cui esercita la propria attività di revisione.

Il quadro normativo di riferimento

Lo scambio di informazioni tra revisori trova fondamento nel D.Lgs. 39/2010, che stabilisce un vero e proprio obbligo di consultazione. Il quadro è completato dai Principi di revisione internazionale ISA 300 e ISA 510, che impongono al revisore entrante di ottenere sufficienti e appropriati elementi probativi riguardo ai saldi di apertura del bilancio. Il revisore uscente deve essere disponibile, ma anche consapevole dei limiti della condivisione; il revisore entrante deve chiedere ciò che serve, senza oltrepassare il confine professionale.

Che cosa può (e deve) essere condiviso

Lo “scambio di informazioni” non significa consegnare interi fascicoli, ma condividere le informazioni essenziali per comprendere l’ente e l’ultima revisione eseguita.

Normalmente, l’accesso riguarda:

  • le carte di lavoro relative all’ultima revisione del bilancio, per la quale è stata emessa la relazione di revisione;
  • le note e gli approfondimenti sui principali rischi individuati;
  • eventuali criticità o rilievi emersi durante la revisione;
  • le informazioni necessarie per comprendere il contesto contabile e i sistemi di controllo interno.

In alcuni casi, se le carte non sono più disponibili, il revisore uscente può fornire informazioni verbali o note riassuntive nel rispetto sempre delle stesse cautele deontologiche.

Il ruolo della società cliente

È bene ricordare che la collaborazione tra revisori avviene nell’interesse dell’ente stesso: un flusso di informazioni completo e trasparente consente al revisore entrante di lavorare meglio, di pianificare con maggiore efficacia e di ridurre il rischio di errori. La società, quindi, ha un ruolo attivo: deve autorizzare lo scambio di informazioni e firmare, quando richiesto, la lettera di manleva che libera il revisore uscente dal vincolo di riservatezza nei confronti del nuovo revisore. Questo passaggio, apparentemente formale, rappresenta in realtà una garanzia di correttezza e continuità operativa.

L’Associazione Italiana delle Società di Revisione (ASSIREVI) ha elaborato nel 2017 un Documento di Ricerca, che propone due modelli fondamentali:

1. La lettera di comunicazione alla società conferente, con cui il revisore uscente conferma la disponibilità a fornire informazioni al revisore entrante, nel rispetto delle norme di riservatezza;

2. La lettera di manleva, che il revisore uscente richiede al nuovo revisore, a tutela da eventuali utilizzi impropri delle informazioni.

Si tratta di modelli di riferimento ampiamente adottati nella prassi professionale, che garantiscono uniformità, trasparenza e tracciabilità dei rapporti tra revisori.

Cosa evitare?

Nel passaggio di consegne, le criticità non mancano.

Una delle più frequenti riguarda la difficoltà di accesso alle carte di lavoro: talvolta per reticenza del revisore uscente, talvolta per mancanza di autorizzazione da parte della società. In altri casi, l’ostacolo è rappresentato da tempi troppo ristretti o da un archivio non ancora completo.

Ma il rischio più sottile è di natura etica: evitare che il revisore entrante utilizzi le informazioni per valutare la qualità del lavoro svolto dal predecessore o, peggio, per esprimere giudizi critici su di esso. La collaborazione, infatti, non deve mai trasformarsi in una “revisione della revisione”. Ogni revisore risponde del proprio operato, nel rispetto dei principi di indipendenza e competenza.

Conclusione

La revisione legale non è solo tecnica: è anche fiducia, equilibrio e senso di responsabilità.

Quando un revisore subentra a un altro, non si limita a prendere in mano dei fascicoli, ma entra in un percorso già tracciato da un collega.

Il successo di questo passaggio dipende da una comunicazione chiara, da regole condivise e da un’etica professionale solida.

In un mondo in cui la trasparenza e la qualità delle informazioni contabili sono sempre più centrali, lo scambio di informazioni tra revisori non è un mero adempimento burocratico, ma un momento cruciale di garanzia per imprese, soci e mercato.

È, in definitiva, un gesto di continuità e responsabilità condivisa: due valori che rappresentano l’essenza stessa della revisione legale.

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