La cancellazione del saldo IRAP come fatto intervenuto dopo la chiusura dell’esercizio

Pubblicato il: 06/06/2020 – 13:46

Criteri per la contabilizzazione nell’esercizio 2019 o 2020 Come noto, l’art. 24 del DL 34/2020 ha previsto la cancellazione dei versamenti relativi al saldo IRAP dovuto per il period…

Criteri per la contabilizzazione nell’esercizio 2019 o 2020

Come noto, l’art. 24 del DL 34/2020 ha previsto la cancellazione dei versamenti relativi al saldo IRAP dovuto per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, e al I acconto dovuto per il periodo di imposta successivo. Potranno beneficiare dell’agevolazione tutti i soggetti con ricavi e compensi 2019 non superiori a 250 milioni di euro, con l’esclusione degli intermediari finanziari, delle società di partecipazione, delle imprese di assicurazione e delle amministrazioni pubbliche.

La predetta disposizione deve necessariamente essere letta e coordinata con quanto previsto dall’art. 106 del Dl Cura Italia n. 18/2020, che ha esteso a 180 giorni il termine per l’approvazione del bilancio d’esercizio. Ciò in quanto è necessario gestire correttamente la rilevazione contabile e l’esposizione del beneficio IRAP, sia nel caso in cui il bilancio sia già approvato, sia nel caso in cui i soci debbano ancora provvedervi (per un approfondimento sul tema si rinvia al contributo Cancellazione del saldo e primo acconto Irap: gli effetti sul bilancio del 5 giugno 2020).

Se nessun problema si pone in merito alla cancellazione dell’acconto 2020 per cui l’esercizio è ancora aperto, numerosi dubbi sono emersi in merito al saldo 2019, che rappresenterebbe invece un “fatto intervenuto dopo la chiusura dell’esercizio”.

In un documento pubblicato nella giornata di ieri, la FNC cerca di rispondere ai numerosi quesiti pervenuti sul tema.

La cancellazione del saldo nell’esercizio 2019 – In particolare, trovandoci oggi nell’arco di tempo che intercorre tra la data di chiusura dell’esercizio (per i soggetti solari) e quella dell’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio, i principali dubbi riguardano la cancellazione del saldo IRAP 2019 che potrebbe essere contabilizzato, alternativamente:

  • come minor carico fiscale già nell’esercizio 2019;
  • come insussistenza del passivo 2020.

Il Legislatore ha infatti posto il focus della norma sulla concessione di un “sollievo” fiscale, senza tener conto – in questa fase emergenziale – del delicato iter per l’approvazione del bilancio.

Bisognerebbe quindi partire da un presupposto: se l’OIC 29, relativamente ai fatti che si manifestano solo dopo la chiusura dell’esercizio, distingue tra quelli che richiedono modifiche ai valori di bilancio e quelli che invece, seppur intervenuti, non andranno ad incidere sui valori di fatto già cristallizzati, considerata anche l’entità dello “sconto” (esiguo, se non nullo, come evidenziato nel contributo Decreto Rilancio: cancellazione dell’IRAP a saldo del 2019 del 23 maggio 2020), esso dovrebbe trovar spazio nella prima categoria, con la conseguenza che, anche laddove l’organo amministrativo abbia già approvato il Progetto annuale, sarà opportuno stornare il relativo importo accantonato come tra le imposte 2019.

Per un chiarimento ufficiale sulla norma si ritiene opportuno attendere una sua interpretazione ufficiale che con ogni probabilità verrà fornita dall’Organismo Italiano di Contabilità; tuttavia, nel frattempo, la soluzione prospettata dalla Fondazione è la prima delle due sopra descritte, ossia quella di rilevare già nell’esercizio 2019 la cancellazione del relativo saldo.

Infatti, anche qualora il Consiglio di Amministrazione abbia già provveduto all’approvazione del progetto di bilancio da sottoporre al voto in assemblea, appare ragionevole ritenere che l’eventuale “riapertura” dei conti, con conseguente aggiornamento di documenti e relazioni connessi, non andrà a modificare significativamente il documento di bilancio.

La possibile contabilizzazione nel bilancio 2020 – Tuttavia, non appare del tutto errata l’imputazione del beneficio tra le imposte iscritte nel bilancio successivo. In ogni caso, tale soluzione appare come l’unica prospettabile nel caso in cui il bilancio sia già stato approvato dall’assemblea: il minor carico fiscale derivante dalla cancellazione del saldo 2019 potrà trovare spazio solo nelle voci relative all’esercizio 2020.
In conclusione, se entrambe le soluzioni sopra prospettate appaiono ragionevoli, per valutare la migliore strada percorribile sarà necessario guardare ai due elementi essenziali, ossia l’entità dell’importo e lo stato di avanzamento dell’iter di bilancio.

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