Impairment test sui bilanci 2019 alla luce dell’emergenze COVID-19

Pubblicato il: 11/05/2020 – 8:33

È dello scorso 5 maggio il Documento OIC che fornisce le delucidazioni attese da Professionisti e Imprenditori, relativamente all’impatto sui bilanci 2019 dell’emergenza Covid-19 sulle perdite di …

È dello scorso 5 maggio il Documento OIC che fornisce le delucidazioni attese da Professionisti e Imprenditori, relativamente all’impatto sui bilanci 2019 dell’emergenza Covid-19 sulle perdite di valore delle immobilizzazioni.

L’impatto sui numeri del bilancio – Il primo quesito a cui dare risposta è: la crisi derivante dal lockdown per Covid-19 è da prendere in considerazione come indicatore nell’effettuazione dei test di impairment?

Per poter dare una risposta, occorre analizzare il paragrafo 16 dell’OIC 9, il quale prevede che alla data di riferimento del bilancio, l’impresa deve valutare se esiste un indicatore che un’immobilizzazione iscritta in bilancio abbia subito una perdita di valore. Qualora questo si verificasse, la società deve stimare il valore recuperabile del bene e procedere a svalutarlo solo se il valore recuperabile stimato è inferiore al valore netto contabile.

Di conseguenza, la perdita di valore avvenuta a seguito dell’emergenza Covid-19, non può comportare una riduzione del valore nei bilanci al 31 dicembre 2019 in quanto, alla data della chiusura, la suddetta perdita non si era ancora verificata; qualora esistano altri indicatori di riduzioni di valore, questi vanno considerati singolarmente, senza che siano influenzati da riduzioni ulteriori avvenute a seguito della pandemia.

Ci si è posti poi il dubbio se gli effetti della crisi Covid-19 possano invece influenzare i flussi di cassa futuri da calcolare ai fini dell’impairment test.

Anche in questo caso, troviamo la risposta nei principi OIC, in particolare:

  • il paragrafo 25 del principio 9, il quale stabilisce che i flussi delle attività future devono essere stimati tenendo in considerazione le condizioni correnti ed è pacifico che in questo caso per “correnti” si intendano presenti alla data di riferimento del bilancio;
  • il paragrafo 59b del principio 29 il quale prevede che un evento catastrofico e straordinario relativo ad un bene, avvenuto successivamente alla data di chiusura dell’esercizio (nel principio è riportato l’esempio della distruzione di un impianto), non incide sul valore dello stesso bene alla data di chiusura.

L’informativa da fornire – Le conclusioni sopra esposte, non devono far dimenticare ai redattori dei bilanci un aspetto molto importante, ossia la sua natura pubblicitaria: essendo infatti sicuramente un fatto rilevante avvenuto dopo la chiusura dell’esercizio (ai sensi del principio OIC 29 al paragrafo 61), va indubbiamente illustrato in Nota Integrativa e in Relazione sulla Gestione perché, diversamente, potrebbe esserci una lacuna nelle informazioni societarie che i destinatari del fascicolo devono avere per fare una valutazione corretta e prendere una decisione di conseguenza).

Approccio semplificato – Quanto sopra esposto, deve essere considerato valido anche per le imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata e per le micro imprese, le quali, per stimare le perdite durevoli di valore, possono applicare un approccio semplificato che si basa sulla sola capacità di ammortamento.

Questo approccio semplificato, infatti, è fondato sul presupposto che per imprese minori i valori ottenuti analizzando la capacità di ammortamento non divergano in maniera rilevante da quanto si sarebbe ottenuto con un impairment test.

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