OIC: aspetti contabili relativi alla valutazione dei titoli non immobilizzati

Pubblicato il: 05/05/2020 – 11:11

La valutazione dei titoli di debito e i titoli di capitale iscritti nell’attivo circolante dello Stato Patrimoniale vengono valutati ai sensi dell’art. 2426, comma 1, n. 9, del codice civile al min…

La valutazione dei titoli di debito e i titoli di capitale iscritti nell’attivo circolante dello Stato Patrimoniale vengono valutati ai sensi dell’art. 2426, comma 1, n. 9, del codice civile al minore tra il costo ed il valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato.

In deroga a tale disposizione, tuttavia, il comma 1 dell’art. 20-quater del D.L. 119/2018 convertito con Legge 17 dicembre 2018 n° 136, ha previsto per l’esercizio 2018 che “I soggetti che non adottano i principi contabili internazionali, nell’esercizio in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, possono valutare i titoli non destinati a permanere durevolmente nel loro patrimonio in base al loro valore di iscrizione così come risultante dall’ultimo bilancio annuale regolarmente approvato anziché al valore desumibile dall’andamento del mercato, fatta eccezione per le perdite di carattere durevole. Tale misura, in relazione all’evoluzione della situazione di turbolenza dei mercati finanziari, può essere estesa agli esercizi successivi con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze”.

I principi contabili nazionali relativi ai titoli che rientrano nell’ambito di applicazione della norma sono l’OIC 20 “Titoli di debito” e l’OIC 21 “Partecipazioni”. Essa è stata introdotta in via eccezionale per far fronte alle turbolenze dei mercati per il bilancio 2018 per evitare di impattare sul bilancio delle società con svalutazioni in realtà poco rappresentative della realtà economica ma puramente derivanti da un’eccessiva instabilità finanziaria.

La misura prevista per il 2018 è stata però estesa dal D.M. 15 luglio 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 233 del 4 ottobre 2019, dal Ministero dell’Economia e delle finanze, anche per i bilanci 2019, consentendo dunque ai soggetti che redigono il bilancio secondo i principi contabili nazionali di derogare all’art. 2426 e di iscrivere i titoli nell’attivo circolante al valore risultante dall’ultimo bilancio.

Come specificato dal Documento Interpretativo 4, OIC, “Aspetti contabili relativi alla valutazione dei titoli non immobilizzati”, tale deroga non si applica agli strumenti finanziari derivati, disciplinati dall’OIC 32 “Strumenti finanziari derivati”, in quanto iscritti e valutati al fair value ai sensi del comma 1, n° 11-bis, dell’art. 2426 c.c., e non al minore tra il costo ed il valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato. Lo stesso documento precisa inoltre che rimangono inalterati i criteri di valutazione dell’OIC 32 per i seguenti titoli:

  • i titoli oggetto di copertura del fair value;
  • i titoli ibridi quotati valutati ai sensi del paragrafo 50 dell’OIC 32.

Resta in più esclusa dall’ambito applicativo della norma la rilevazione delle perdite di valore, per i titoli iscritti nell’attivo circolante, dovute all’andamento del mercato nell’applicazione dei seguenti criteri:

  • valutazione al costo ammortizzato ai sensi dell’OIC 20;
  • conversione dei titoli in valuta estera ai sensi dell’OIC 26 “Operazioni, attività e passività in valuta estera”1.

La deroga valeva per i titoli presenti nel bilancio 2017 e per quelli acquistati durante il 2018, per cui continuerà ad applicarsi per i titoli iscritti nel bilancio 2018 e per quelli acquistati durante il 2019.

Le perdite durevoli di valore, come specificato dalla disposizione oggetto di esame, non sono incluse nell’ambito applicativo della norma e continueranno ad essere valutate secondo le disposizioni dei principi contabili OIC 20 e OIC 21.
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1Cfr. DOCUMENTO INTERPRETATIVO 4, OIC, “Decreto Legge 23 ottobre 2018, n.119 (convertito con Legge 17 dicembre 2018, n. 136) Aspetti contabili relativi alla valutazione dei titoli non immobilizzati”

 

Pubblicato il: 2020-05-05 15:05:29

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