I rischi nella revisione del magazzino

Pubblicato il: 14/04/2020 – 13:36

È frequente che la voce del magazzino sia uno dei principali saldi che compongono l’attivo patrimoniale del bilancio d’esercizio. La verifica di tale posta è per il revisore una delle più compless…

È frequente che la voce del magazzino sia uno dei principali saldi che compongono l’attivo patrimoniale del bilancio d’esercizio. La verifica di tale posta è per il revisore una delle più complesse; in particolare, le difficoltà sono relative a:

  • corretta contabilizzazione dei costi per la valorizzazione delle giacenze;
  • problematiche valutative connesse all’obsolescenza e corretta applicazione dei principi contabili;
  • confronto tra il costo di iscrizione e reale valore di mercato.

Valutazione del rischio inerente – Il revisore, analizzando questa specifica posta, dovrà porre l’attenzione a quei fattori di rischio inerente che potrebbero influenzare la corretta analisi della rilevazione e la verifica dei conti di contabilità. In particolare dovrà analizzare:

  • settore industriale di appartenenza: in questa fase il revisore dovrà analizzare il mercato in cui l’impresa si colloca, verificando anche la concorrenza (più questa è intensa, più il magazzino dovrà essere controllato) e la rapidità dell’innovazione (connessa alla successiva analisi dell’obsolescenza);
  • caratteristiche intrinseche e modalità operative di rilevazione: la tipologia di prodotto, infatti, può influenzare la frequenza e la probabilità di una perdita di valore (ad esempio, un magazzino composto da beni di lusso, può essere maggiormente soggetto a furti). Altro aspetto su cui porre l’attenzione è l’origine del magazzino: se i beni fossero acquistati da una parte correlata, i valori potrebbero non essere corretti e allineati al mercato;
  • errori rilevati nell’esercizio precedente: il revisore dovrà verificare che sono state messe in opera tutte le azioni necessarie per non ripeterli.

Valutazione del rischio di controllo – Occorre innanzitutto verificare se la società sia dotata di un sistema integrato per la gestione del magazzino e se tale sistema è affidabile.
Inoltre, qualora il revisore decida di adottare una strategia sostanziale per la revisione della posta, non potrà fare affidamento sulle procedure di controllo del ciclo magazzino e dovrà necessariamente attribuire il rischio di controllo al livello più alto.
Ecco quindi che il revisore dovrà:

  • analizzare e verificare il sistema dei controlli interni;
  • pianificare e svolgere dei test di conformità;
  • stimare e rendicontare il rischio di controllo.

Per valutare le procedure interne di controllo inerenti al magazzino, il revisore generalmente pone in essere una tipica operazione aziendale (la c.d. walk trough test) attraverso il sistema contabile, documentando le varie funzioni che elaborano l’operazione aziendale.
Devono quindi essere presi in considerazione:

  • il possesso e il corretto utilizzo di tecnologie informatiche sofisticate per il controllo del flusso delle merci e l’accumulazione dei costi;
  • le procedure di monitoraggio dei controlli sul processo per la valutazione del magazzino.

Durante lo svolgimento dei test di controllo il revisore dovrà analizzare il sistema interno di controllo nonché la modalità di svolgimento dello stesso da parte degli addetti, nonché la presenza e la validità dei controlli automatici.

Solo in questo modo, il revisore potrà a identificare e documentare nelle proprie carte di lavoro i controlli rilevanti che aiutano a prevenire, identificare o correggere gli errori significativi e qualora la strategia di revisione preveda di fare affidamento sul sistema dei controlli dell’impresa, il revisore dovrà condurre dei test sull’effettività di tali controlli (c.d. test di conformità). Si tratta, ad esempio, di questionari e interviste al personale, controllo della procedura del software per la rilevazione, analisi dell’inventario finale.

Come le altre voci di bilancio, anche le risultanze dei test di controllo per il magazzino avranno un impatto diretto sul rischio di identificazione e pertanto sulla quantità dei test di validità che saranno necessari per mantenere il livello di rischio di revisione adeguato.
Questa procedura si realizza con:

  • procedure di analisi comparativa;
  • test di validità.

Assistenza alle verifiche inventariali – Il compito di chi osserva la procedura inventariale è determinare l’esistenza delle giacenze che verranno recepite nel bilancio sottoposto a revisione contabile, oltre a fornire evidenza del possesso e delle modalità di valutazione del magazzino.
Durante la presenza fisica è compito del revisore:

  • analizzare la procedura inventariale e i luoghi fisici in cui sono detenute le merci;
  • accertarsi che vengano evitate movimentazioni di magazzino e che la produzione sia ferma oppure, in caso di produzioni a ciclo continuo, che siano messe in atto tutte le procedure per evitare doppie conte o ammanchi;
  • verificare che gli addetti seguano le istruzioni ricevute;
  • assicurarsi la correttezza dei documenti relativi (ad esempio cartellini in ordine numerico);
  • fare test di controllo riportandoli nelle carte di lavoro;
  • ricevere la documentazione inerente e cartellini di conta e verificare che le informazioni riportate sugli stessi siano state incluse nei documenti inventariali;
  • ricevere documenti in merito agli ultimi documenti di spedizione e ai primi documenti di ricevimento (cut-off) e verifica del corretto inserimento degli stessi;
  • analizzare qualitativamente le rimanenze per individuare articoli che potrebbero essere obsoleti, rovinati e inutilizzabili, a lento rigiro o in quantità eccessive;
  • ricevere il dettaglio delle merci di terzi detenute in conto deposito oltre che il dettaglio di merci di proprietà dell’impresa detenute presso terzi (in questo caso occorrerà anche valutare la circolarizzazione dei terzi depositari).
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